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Alberto Manodori Sagredo, Maurizio Rippa Bonati - I calotipi del fotografo veneziano MICHELE KIER (1837 – 1909)

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Alberto Manodori Sagredo, Maurizio Rippa Bonati

332

2020

UniversItalia

n/a

297x210

9788832934236

Nuovo prodotto

€ 20.00

A Venezia operarono alcuni tra i primi e più attivi seguaci di Daguerre e di Talbot e, comprensibilmente, gli storici della fotografia hanno dedicato e dedicano particolare attenzione alla città più fotografata del mondo. Eppure, nonostante ricerche approfondite e studi appassionati, è spesso difficile individuare con certezza gli autori dei dagherrotipi e dei calotipi giunti sino a noi. In molti casi, infatti, il tempo ha offuscato il ricordo di questi pionieri più ancora di quanto non abbia sbiadito le loro pur fragili creazioni.

A Michele Kier (1837-1909), ad esempio, nel 1854 fu assegnato dal prestigioso “Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti” di Venezia una medaglia d'argento perché‚ “con lunghe ed amorose cure applicossi a perfezionare la fotografia; e triplice frutto dai suoi studj e da' suoi sperimenti ritrasse”. Nonostante il prestigioso riconoscimento, che gli permise di firmarsi come “Premiato Fotografo Editore”, Michele Kier è a tutt'oggi pressoché sconosciuto anche dagli specialisti del settore e il suo nome non è neppure citato nelle principali opere dedicate alla storia della fotografia in generale e a quella veneziana in particolare. Paolo Costantini e Italo Zannier, nel loro documentatissimo saggio Venezia nella fotografia dell'Ottocento, sono costretti a limitarsi a citare l'importante riconoscimento e, non disponendo di alcuna fotografia attribuita a Kier, possono solo trarre alcune interessanti considerazioni tecniche dalle motivazioni del premio.

Solo poche notizie, spesso anche e fuorvianti, nonostante che le tracce lasciate da Michele Kier siano particolarmente significative e, per certi versi, più certe e verificabili di quelle relative ad altri suoi contemporanei oggi molto più noti. In realtà, anche a prescindere dal materiale inedito oggetto del presente studio, alcune prove documentali e le considerazioni logiche che ne derivano, avrebbero potuto già da tempo richiamare l'attenzione degli studiosi su questo giovanissimo e intraprendente protagonista dell'epoca pionieristica dell'arte fotografica.

Compito dal presente lavoro è quello di ricostruire una prima biografia umana e professionale di Michele Kier e, soprattutto, di far conoscere le sue opere che siamo finora riusciti ad individuare, certi che questa divulgazione favorirà la scoperta di altre sue fotografie conservate presso collezioni pubbliche e private, italiane e straniere. I 23 positivi e i 127 negativi qui di seguito riprodotti rappresentano già di per se stessi il corpus più completo e cospicuo attribuibile con estrema certezza ad un fotografo attivo a Venezia negli anni Cinquanta dell’Ottocento finora edito. Ogni futura trouvaille sarà comunque di grande importanza per ricostruire ulteriormente l’attività di questo giovanissimo fotografo che, a quanto ci risulta, fu il primo al mondo ad essere premiato per i risultati estetici ottenuti.

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